STORIA DI UN VIAGGIO....

Esperienze uniche vissute, insieme agli amici.

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VIA SAN BENEDETTO

Correva l'Estate 2015 e di ritorno dalle splendide montagne dell'Appennino Abruzzese e Laziale, dopo un viaggio in moto con altri amici, mi imbatto nel percorso di San Benedetto .....in bici da Norcia a Cassino. Memore dei due viaggi in bici con un piccolo gruppo di amici sulla via Francigena da Siena a Roma nel 2014 e 2015,  mi balza subito l'Idea con la I maiuscola.
"Quest'anno sarà il percorso di San Benedetto il nostro viaggio in bici".

Compro il libro che descrive il percorso è mi esalto per la bellezza dei luoghi e del tragitto. Montagna, collina, boschi, santuari arroccati, castelli e piccoli borghi dove il tempo pare essersi fermato.
Ne parlo subito con gli altri ed in particolare con Francesco, vero motore del gruppo.
Bene ....inizia l'organizzazione....il percorso pare ed è molto più duro della Via Francigena da Siena a Roma, media di 1800 metri di dislivello in salita e circa 100 km al giorno.
Io non sono molto allenato, ma dicono che ho tanta tenacia e non mi arrendo mai......staremo a vedere.
Allora la bici fa per me in questo viaggio a cercare pace, tempo lento, luoghi non comuni, forse la ricerca del nostro io, del tempo di vita cercando di elevarsi a regolatore del tempo e del pensiero.
Che dire... chi non ha provato a fare lunghi cammini o viaggi in bici rischia di non capire fino in fondo cosa si prova a viaggiare lenti in un mondo che gira all' incontrario e super veloce....la rete internet tutto e subito e per tutti.
No, questo viaggio è per pochi, amici, lenti, disposti al sacrificio ad aiutarsi nell'impresa ed alla vita semplice e bella.
Quella che non si compra perché non ha prezzo.....
Mai una discussione negativa, mai polemiche, solo fatica e divertimento puro e, scusate se è' poco, Sano.

Bene, dopo la preparazione viene il viaggio. Estate 2016.
Si parte da Certaldo in furgone e macchina e si arriva a Spoleto.
Scese le bici...inizia a diluviare ed è il nostro battesimo. Fa anche freddino quando si inizia a salire nel vecchio tracciato ferroviario trasformato in pista ciclabile da Spoleto a Norcia.
Spettacolare il tracciato che sale dolcemente nei boschi, nel nulla e con molte gallerie buie. Che emozione sembra di essere all'inizio del '900 se non fosse per il "santo faro" a led di Luca che ci guida. Foto di rito...percorso facile ma per me impegnativo.
Arriviamo a Norcia, bella Norcia pare un paese da favola, e pensare  nel 2016 accadrà la tragedia. Noi inconsapevoli  come tutti del futuro ma con un certo sentore che se ci penso bene resta sospeso nell'aria.
Si trova la scuola dove riposare la notte, doccia e via al ristorante. Chi sa se questi edifici avranno retto al terremoto del 2016? Tempus fugit... È già mattina e ignari si inizia a salire in montagna tra risorgive naturali e prati verdi. Ecco qui il cammino ci mette subito a dura prova: terreno sconnesso e ripide salite. Mi rendo conto (tardi) .... Troppo peso e troppo bagaglio ed ecco che faccio la prima caduta. Ero ultimo come sempre ......af af af ma non ci sono problemi in bici ....solo soluzioni ed arrivo arrivo e subito si fa il primo passo è poi arriviamo a Cascia.
Santa Rita da Cascia è la mia protettrice essendo nato il 22 maggio. Incontriamo un vecchietto che ci racconta la barzelletta dell'elegante e ci fa morire dal ridere. Il paese è in festa e noi saliamo e saliamo, a volte sotto la pioggia battente.
Arriviamo a Rieti in una specie di alberghetto  in centro. Carino.
Ci danno indicazioni su dove mangiare.....andiamo lì ed ecco forte per me ed inesorabile arriva una scossa di terremoto.   

Il ristoratore ci dice: "sono mesi che ogni giorno si trema...". Terribile avvisaglia di ciò che poi a settembre ha portato morte e distruzione.
Essendo un po' esperto come geologo.....devo dire che sapendo il rischio sismico dell'area ho pensato alla costruzione dove dormivamo ed ho sperato in bene..
Siamo tutto e siamo niente di fronte al terremoto...ma per me il coraggio era nella pedalata e nelle salite. E quindi avanti. È già mattina e si riparte lasciando alle spalle la città e pensando a Subiaco.
Qui davvero mi pareva che non arrivasse mai il maestoso scenario del Monastero di Subiaco.
In effetti arrivo ultimo e solo quando era già buio ho intravisto il monastero avvolto nell'oscurità, con il tramonto ad ovest mi è parso davvero LA META, IL TRAGUARDO, IL VIAGGIO, LA PACE....
Ricca mangiata solo per noi 4 in una sala maestosa ma vuota ....solo per noi...
La mattina dopo si apre tra la luce il paradiso di un monastero che vale il viaggio.
E poi salita e salita e torrenti di acqua fresca, sorgenti.....insomma il viaggio.
Dico sempre che il viaggio conta più della meta....
Una breve visita alla Certosa di Trisulti e il monastero delle suore di Casamari non arriva mai...ma ci aspetta e noi arriveremo solo a tarda sera ancora a buio. Portando la luce degli incoscienti, dei coraggiosi, dei curiosi della vita.
Mamma mia, per me è stata davvero dura arrivare, sempre aiutato dagli altri ma fiero ed indomabile.   Arrivo, arrivo piano ma arrivo ...ovunque mi porti il destino con tre amici pazzi come me.
Ma quando arriviamo troviamo una saletta solo per noi in stile anni '60. Il tinellino con carta da parati, il candelabro, la suora che ci diletta con cibi regali e vassoi in argento.

Pareva un film di Fellini dove gli attori siamo noi, la nostra vita lontano dallo stress della vita che ci è dato vivere.
Non raggiungeremo la meta prefissata " Cassino" ci fermiamo qualche chilometro prima a Frosinone ma  forse questo è il destino e va accettato.

In fondo ......conta il viaggio....non la meta.......
Ricordiamocelo sempre.
Alla prossima...
Grazie Marco, Luca e Francesco insieme ci sogniamo immortali e ci ritroviamo imperfetti, mortali ma unici e belli... Insomma ....Uomini

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